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sabato 29 dicembre 2018

Gyan Mudra: Meditare Perseguendo la Chiarezza Mentale.

La Saggezza Orientale ci ha tramandato con i mudra un tesoro inestimabile che ciascuno di noi possiede tra le dita delle sue mani.

Secondo quanto riportato dalla tradizione orientale, la meditazione accompagnata dall'esecuzione di specifici mudra porta risultati tutt'altro che scontati. Per cominciare, vediamo che cos'è un mudra.

Un mudra è un gesto che si compie facendo assumere alle dita di una mano, o di entrambe le mani, una posizione specifica. Ciascuna delle posizioni che può assumere la mano, o le mani, ha il potenziale di attivare un particolare tipo di energia, adatta a precisi scopi evolutivi.

Nel nostro percorso cominciare a parlare dei mudra, significa familiarizzare con uno degli strumenti che in meditazione ci accompagnerà sempre, esattamente come l'attenzione al respiro, e la giusta postura, costituiscono i necessari preliminari per approcciarsi alla pratica.


Gyan Mudra, il mudra della chiarezza mentale
Uno dei mudra più conosciuti si esegue congiungendo il pollice e l'indice di ciascuna mano, formando un cerchio. 

Il suo nome è Gyan Mudra, e il suo effetto su di noi è quello di condurci alla chiarezza mentale, placando la confusione della mente, e riconducendola all'ordine, specie se siamo in un momento di confusione.

Il tipo di energia che possiamo riuscire a padroneggiare eseguendo questo mudra in meditazione, è di tipo mentale. 

Puoi provare a eseguire questo mudra ogni giorno, per una settimana, e vedere quali effetti riscontri, durante la pratica e nel corso della giornata. 

Ma prima di passare all'azione vediamo come i mudra riescano ad attivare i diversi tipi di energia all'interno del nostro corpo.


In che modo i mudra attivano specifici tipi di energia?


Per spiegare come avviene l'attivazione di specifici tipi di energia grazie all'esecuzione dei mudra, devo darti qualche informazione in più a proposito delle tue mani, e più in generale a proposito delle energie che fluiscono nel nostro corpo.


Le nostre mani contengono tutte le terminazioni dei principali canali di energia che scorrono all'interno del nostro organismo: i meridiani. 


Ciascuno di questi meridiani sovrintende a specifiche funzioni all'interno del nostro corpo.
La mobilità delle nostre dita, lo stato di salute delle nostre mani, la presenza di piccoli indolenzimenti in specifiche zone, o la sclerotizzazione delle articolazioni, hanno un significato energetico ben preciso: indicano un ristagno di energia lungo il percorso dei meridiani corrispondenti. Il flusso delle energie, in quegli specifici canali, non avviene liberamente.


L'esecuzione dei mudra, lentamente e pazientemente, riattiva la circolazione delle energie, e poco a poco libera i canali, con effetti vitalizzanti che possono rivelarsi sorprendenti. Un mudra eseguito al momento giusto può restituirci la carica che ci occorre per svolgere un determinato compito, non solo in meditazione.


Se, ad esempio, al culmine di una giornata lavorativa particolarmente stressante non riusciamo ad avere la chiarezza mentale che desideriamo, possiamo ricorrere a Gyan Mudra che ci aiuta a ristabilire un po' d'ordine tra i nostri pensieri. Come avviene questo?



Le dita della mano sono associate ai quattro elementi


Elemento aria, energia mentale
Per capire cosa avviene nelle nostre mani occorre fare una premessa. 

La tradizione orientale associa a ciascuna delle nostre dita uno dei quattro elementi: indice-aria, medio-fuoco, anulare-acqua, mignolo-terra. 

Inoltre, a ciascuno degli elementi è associata una funzione specifica: aria-energia mentale, fuoco-energia emotiva, acqua-energia vitale, terra-energia corporea. Al pollice è associato l'etere, o energia della consapevolezza. 


Unire il pollice con una qualsiasi delle dita significa attivare la nostra consapevolezza sull'energia specifica governata da quel dito. Gyan Mudra si esegue unendo il pollice con l'indice, quello che accade è che la nostra consapevolezza viene canalizzata sulle energie mentali, sulle quali esercita una funzione pacificatrice e ordinatrice.


Ed è per questo motivo che eseguire Gyan Mudra unendo pollice ed indice di entrambe le mani, ci consente di riacquistare il controllo della nostra mente. 


Qualche tempo fa, ti avevo parlato di Attenzione e Vigilanza, nell'articolo Meditare: Attenzione e Vigilanza Per Domare Il Caos Della Mente. Ecco, Gyan Mudra è uno stratagemma per aiutarti ad acquisire il controllo della tua mente. Mantenere ciascuna delle mani nella posizione di Gyan Mudra, durante la meditazione, ti aiuterà a raggiungere la chiarezza mentale, e acuirà la tua Attenzione e la tua Vigilanza. 

Lo sforzo vale il risultato, vedrai.



Eseguire Gyan Mudra le prime volte: difficoltà.

Gyan mudra, piccola variante facilitatrice
Eseguendo Gyan mudra la prima volta, potresti incontrare difficoltà a mantenere la posizione delle dita, o potresti sentire le mani contrarsi eccessivamente nello sforzo.

Può essere utile per mantenere la posizione, una piccola variante facilitatrice. Non occorre che il pollice e l'indice siano uniti tramite i polpastrelli, ma può essere sufficiente fare toccare le due falangette di pollice ed indice, col pollice sovrapposto all'indice, formando un cerchio leggermente più piccolo. 

Questo aiuta a limitare lo sforzo e non inficia l'effetto del mudra.


Un'altra difficoltà che puoi incontrare è legata al mantenimento della posizione delle mani per tutta la durata della pratica (almeno dieci minuti, al massimo trenta). Armati di pazienza, se incontri difficoltà significa che stai andando ad agire proprio sul problema, e la sua risoluzione richiede uno sforzo tanto più grande quanto più radicata è l'attitudine scorretta.

Incontrare difficoltà nell'esecuzione di Gyan Mudra significa incontrare difficoltà nell'ottenimento della chiarezza mentale. Quindi, se è faticoso mantenere il mudra nel tempo, quel tipo specifico di energie ha bisogno di un lavoro più grosso per essere portato a compimento. 



Gli altri nomi di Gyan Mudra


Una caratteristica di questo mudra è quella di avere altri due nomi, legati all'orientamento della mano nello spazio. Se la mano formando il mudra è rivolta verso l'alto, Gyan Mudra diventa Jnana Mudra. Se la mano è rivolta verso il basso Gyan Mudra diventa Chin Mudra.


Con la pratica potresti accorgerti che mantenere entrambe le mani rivolte verso il basso, in Chin Mudra, consente di ottenere chiarezza mentale per questioni strettamente personali, legati alla tua sfera individuale. Mentre, mantenere le mani entrambe rivolte verso l'alto in Jnana Mudra ti consente di ottenere chiarezza mentale su questioni più ampie, non strettamente personali o generalmente impersonali. 


Meditare con l'aiuto di Gyan MudraMeditare mantenendo il mudra rivolto verso il basso può aiutarti a comprendere il mondo dentro di te. Meditare mantenendo il mudra rivolto verso l'alto può aiutarti a comprendere il mondo fuori di te. 

La chiarezza mentale può essere declinata in questo modo a seconda delle proprie esigenze, scegliendo l'orientamento delle mani. 

Con la pratica ti accorgerai della differenza, specie se incomincerai ad osservare e sorvegliare i tuoi stessi pensieri, rimanendo quanto più possibile presente a te stesso, durante la meditazione, senza perderti nel flusso dei tuoi stessi pensieri.

I suggerimenti sulla postura da assumere durante la meditazione, li trovi nello scorso articolo, Meditare: La Giusta Postura Solleva l'Energia, insieme al suggerimento che ti ho dato per mantenere l'attenzione sul respiro. 

Gyan Mudra può darti un grosso aiuto per mantenere l'attenzione e la vigilanza.

Buona Pratica!

Un abbraccio.

Davide



Credit immagini Pixabay

sabato 22 dicembre 2018

Meditare: la Giusta Postura Solleva l'Energia

Mantenere la schiena dritta mentre si medita, migliora l'umore e aiuta l'energia del corpo a scorrere verso l'alto.

Giusta postura in meditazione, allineare le vertebre
Il segreto per una buona meditazione? 

Mantenere una buona postura. Sembrerà incredibile che una cosa data di così poco conto, possa avere un effetto così benefico.

In che modo il solo fatto di mantenere la schiena dritta, consente di migliorare sensibilmente il nostro umore e la nostra energia di base?

Tutto dipende dal modo in cui l'energia fluisce nel nostro organismo. Secondo la saggezza orientale, nel nostro corpo ci sono tre percorsi che l'energia compie per fluire dalla base della spina dorsale, il sacro, fino alla sommità del cranio, nella fontanella. 

Questi tre percorsi sono stati chiamati: Ida, Pingala e Sushumna; rispettivamente portatori delle energie di tipo Yin, Yang, e il terzo, che svolge una funzione equilibratrice, è verticale. Il percorso di queste energie è raffigurato nel caduceo di Mercurio, il simbolo dei medici e dei farmacisti.  Uno dei serpenti, quello con la testa che termina a destra del bastone , rappresenta Ida, l'altro serpente, quello con la testa che termina a sinistra, Pingala, e il bastone attorno cui si attorcigliano, Sushumna.




Tenere la schiena dritta libera il flusso delle energie



Bene, quando teniamo la schiena dritta e volgiamo lo sguardo davanti a noi, come se guardassimo l'orizzonte, il flusso delle energie non incontra ostacoli ed è libero di salire dalla base del nostro corpo, il sacro, fino alla sommità, il cranio. 

Questa cosa semplicissima ci fa stare bene. 

Ida, Pingala e Sushumna nel caduceo di Mercurio
Inoltre, ti puoi accorgere che guardando in sù, sempre tenendo la schiena dritta, puoi provare un sollievo anche maggiore. Questa postura può aiutarti a cambiare stato d'animo nell'arco di pochi minuti. 

Una cosa che ci caratterizza quando siamo di cattivo umore è il fatto di incurvare la schiena, e di guardare verso terra, più o meno all'altezza dei nostri piedi.

Non solo, quando siamo di cattivo umore non abbiamo alcuna voglia di guardare all'insù. Può sembrare una cosa da niente, ma semplicemente drizzare la schiena, e respirare profondamente guardando in alto, è risolutivo.  

Provare per credere.

La spiegazione di quanto avviene è legata al fatto che  le energie finalmente prendono la strada verso l'alto, non incontrando ostacoli, e da bloccate che erano più o meno all'altezza della tua pancia, del plesso solare, improvvisamente, drizzando la schiena, e respirando profondamente, schizzano verso la testa e ti fanno sentire meglio.



Le Energie se non incontrano ostacoli fluiscono liberamente verso l'alto.


Tenere la schiena dritta è un po' come togliere il tappo a Sushumna, il canale verticale. Le energie possono rapidamente risalire verso l'alto, facendoti stare subito meglio.

A questo punto, va da sé che la postura di meditazione, è un aspetto essenziale della pratica. Stare seduti con la schiena dritta è il primo passo avanti che si compie quando si comincia a praticare. 

Ti accorgerai che mantenere la schiena dritta potrebbe anche essere leggermente faticoso inizialmente. Può essere che il tono muscolare della tua schiena non sia dei migliori, o che tu risenta di qualche dolorino, magari nella zona lombare o all'altezza del torace. Sono fastidi che passano imparando a mantenere la schiena dritta, ma senza tensioni. 


Il mezzo loto, la posizione per meditare
È un po' come se le vertebre fossero ciascuna un disco forato, e tu dovessi semplicemente allineare i fori. Non serve che la schiena sia rigidamente dritta, serve piuttosto che sia dritta, ma in maniera rilassata, senza alcuno sforzo in più rispetto al necessario.

Se hai la possibilità comincia già da subito a fare l'esercizio di respirazione portando l'attenzione alla tua schiena. Puoi sempre utilizzare una sedia, e le indicazioni in questo caso le trovi nell'articolo Il Sentiero del Respiro Consapevole: la Meditazione Inizia Da Qui. 

Se al posto della sedia preferisci utilizzare un cuscinopuoi procedere così:

procurati un cuscino bello grosso, anche due se è necessario, e fai in modo di sederti a gambe incrociate su questo cuscino portandoti nella posizione del mezzo loto, (che vedi in figura) che semplicemente si esegue sistemandosi a gambe incrociate, portando uno dei due piedi sulla coscia dell'altra gamba.

Unica accortezza, il perineo dovrebbe trovarsi leggermente al di sopra della linea delle ginocchia. Questo accorgimento ti aiuta ad eliminare ogni sforzo di cui potrebbe risentire la regione lombare, e ti aiuta a mantenere la schiena dritta, senza sforzo, per tutta la durata della meditazione.


Meditare ascoltando il Suono del Respiro.

Meditare sul respiro può risultare un po' faticoso inizialmente, perché l'aria che fluisce nelle nostre narici, di solito, ha un suono quasi impercettibile, e riuscire a mantenere l'attenzione su quel suono per tutta la durata della respirazione può essere complicato.

C'è uno stratagemma che può tornare utile per riuscire a fissare l'attenzione sul respiro:

Provare a produrre un suono durante la respirazione. Vediamo come:

Quando inspiri fai in modo che l'aria in ingresso raschi leggermente la gola, come se potessi respirare da un foro posizionato al centro della stessa gola, direttamente da lì.  

In realtà non c'è nessun foro, ma la posizione che assumono i muscoli della tua gola durante il tentativo di respirare da quel foro, produce un suono leggermente raschiante, che, ricorda la risacca del mare mosso quando infrange le onde sulla spiaggia. 

L'effetto è ipnotico, specie se la respirazione viene eseguita lentamente, e può condurre al silenzio interiore e alla quiete dei pensieri in maniera estremamente efficace.



Iniziare a praticare, risvegliare le energie
Puoi iniziare subito a praticare. 

Scegli un momento della giornata (io mi trovo benissimo la sera prima di andare a dormire) da dedicare alla pratica, cercando di riservare a questa esperienza uno spazio tutto suo. 

Gli ostacoli che incontrerai inizialmente li ho descritti nello scorso articolo Meditare: Attenzione e Vigilanza Per Domare Il Caos Della Mente; il suono del respiro è un ottimo trucco per superarli. 

Puoi accendere una candela e fare una dedica prima di iniziare. Una di queste dediche, che mi ha aiutato spesso a risvegliarmi da situazioni difficili, è questa:



Presi nel sogno dell'ego
solo sofferenza.

Aderire a pensieri egocentrici
ecco il sogno.

Attimo per attimo, la vita com'è,
il solo maestro.

Essere solo quest'attimo,
la Via della Compassione. 


Se incontri difficoltà o vuoi qualche chiarimento, lascia pure un commento e ti risponderò prima possibile.

Un abbraccio e buona pratica! 


Davide