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venerdì 4 gennaio 2019

Concentrazione: La Pratica Che Conduce Alla Meditazione

Concentrare La Tua Attenzione Su Uno Degli Oggetti Interiori Della Percezione Ti Apre La Strada Verso la Meditazione.

Distrugga il Discepolo la Distruttrice


"QUESTE istruzioni sono per coloro che ignorano i pericoli degli IDDHI inferiori.

Chi vuole udire e comprendere la voce di Nâda, il tacito Suono, 
deve prima conoscere la natura di DHÂRANÂ. 

Deve il discepolo, divenuto indifferente agli oggetti della percezione, 
cercare il Râjah dei sensi, il produttore del pensiero, quello che sveglia l’illusione. 
La Mente è la grande Distruttrice del Reale. Distrugga il Discepolo la Distruttrice."


È in questo modo che si apre La Voce Del Silenzio, uno dei frammenti più criptici del "Libro dei Precetti d'Oro" riguardante la realizzazione personale, tradotto dall'antico sanscrito, alla fine dell'Ottocento, da Helena Petrovna Blavatsky, fondatrice della Società Teosofica.


In che modo ci riguardano queste parole e perché le ho scelte per introdurre il tema della concentrazione?


Seguire le Orme dei Maestri

Quando ti avventuri in un cammino di crescita personale volto allo sviluppo dei tuoi poteri latenti grazie alla meditazione, come il mio blog aspira a indicare, può essere di aiuto trarre ispirazione dalle parole di chi ha già affrontato lo stesso cammino ed ha incontrato le medesime difficoltà.

La Voce del Silenzio inizia con un avvertimento rivolto a coloro che cercano di perseguire facoltà psichiche, gli Iddhi, per servirsene in maniera grossolana o per proprio tornaconto. Questo approccio condurrebbe dritti tra le spire delle malattie mentali. Sconsigliabile.

Il brano prosegue parlandoci direttamente della voce di Nâda, il tacito suono, la Voce del Silenzio. Questo suono non si ascolta in senso stretto con le orecchie, come uno qualsiasi dei suoni attorno a noi. È, piuttosto, un suono spirituale, che procede direttamente dalla nostra consapevolezza. Un tipo di suono che normalmente è nascosto alla nostra percezione, perché coperto dai suoni del mondo esterno, che sono capaci di attrarre la nostra attenzione molto più della voce spirituale di Nâda.

Quindi il testo ci parla subito di un traguardo: riuscire ad ascoltare la Voce del Silenzio, il suono che produce la consapevolezza. E ci dice altrettanto in fretta come riuscirci:


Chi vuole udire e comprendere la voce di Nâda, deve prima conoscere la natura di Dhâranâ. 


La concentrazione su un unico oggetto interiore
Dhâranâ è quel tipo di concentrazione così intensa e perfetta della mente che si accompagna alla completa astrazione da tutto ciò che appartiene all'universo esterno, il mondo dei sensi. 

Questa concentrazione cristallina si persegue scegliendo uno specifico oggetto interiore di Osservazione, sul quale orientare e fortificare la nostra capacità di Attenzione.

Questo oggetto di percezione può essere, ad esempio e inizialmente, il respiro. Come già ti ho indicato nel post: Il Sentiero del Respiro Consapevole: la Meditazione Inizia Da Qui.


Riconoscere l'Origine del Pensiero, Svegliarsi dall'Illusione

Quando ci concentriamo su un oggetto di percezione interno, come il nostro respiro, possiamo guadagnare poco a poco il distacco rispetto alle distrazioni che ci sono all'esterno; ad esempio: il suono del cellulare, una notifica, uno squillo, una televisione nell'appartamento accanto al nostro, un'autoambulanza di passaggio, una volante della polizia, l'odore dei broccoli che abbiamo mangiato a pranzo, o il profumo della candela davanti alla quale stiamo provando a meditare...

Potenzialmente, ciascuno di questi oggetti di percezione potrebbe distrarci e fare prendere il volo ai nostri pensieri. Infatti, ogni pensiero prodotto dalla nostra mente, trae la sua origine da una sensazione o impressione esterna. Il testo ci parla del Râjah dei sensi, il produttore del pensiero, cioè quella capacità innata che ognuno di noi possiede di associare ad una sensazione proveniente dall'esterno un pensiero ad essa collegato. Questo pensiero collegato non è che il primo anello di una, potenzialmente, lunghissima catena, che avrebbe in esso il suo inizio.



Concentrarsi sul Respiro Spezza il Flusso Inarrestabile dei Pensieri.

Come si spezza il flusso inarrestabile dei pensieri? Dato che scegli tu ciò che deve occupare la tua attenzione, ad esempio il respiro, e che attorno a questa scelta concentri tutta la tua attenzione, non resta più alcuno spazio per tutto il resto, per tutti gli altri pensieri o oggetti di percezione esterni.

Riesci in questo attivando la Volontà di cui, attualmente, disponi. Osservare il respiro, fortifica la tua Attenzione, potenzia la tua capacità di Concentrazione e la tua Volontà.


La mente ci distoglie da ciò che è reale
Il testo prosegue dicendo: La Mente è la grande Distruttrice del Reale.

Perché? 

Perché tutte le volte che pensiamo a qualcosa, con la nostra mente ci allontaniamo dalla percezione del presente, e ci allontaniamo anche dalla percezione dell'oggetto su cui stiamo esercitando la nostra concentrazione. In una parola, la mente ci distrae dal nostro oggetto di concentrazione.

A questo punto, se il ruolo della mente è distruggere ciò che è reale, tocca a noi Distruggere la Distruttrice, ritornando, ogni volta che ci distraiamo, all'oggetto della nostra concentrazione: il respiro. Respiro che stiamo imparando ad osservare con la nostra Attenzione e sul quale stiamo imparando ad esercitare tutta la nostra Concentrazione, e che è qualcosa di reale che accade nel momento presente. Per questo osservare il respiro diventa un modo di esercitare la Presenza, cioè la sensazione di Essere Nel Momento Presente.



La Concentrazione diventa un modo per fare piazza pulita di tutto ciò che può disturbare la tua Chiarezza Mentale. 


Ci sono tre modi possibili per essere intrappolati dai giochetti della mente:
  1. analizzare un problema, girandoci intorno, fino allo sfinimento;
  2. accusare qualcuno, o il mondo, per i nostri problemi, insuccessi, occasioni mancate;
  3. cercare di rimediare a quelle situazioni della vita di tutti i giorni che non hanno ancora trovato una loro via di risoluzione e che ci tengono sulle spine.
Queste tre trappole possono essere agevolmente superate grazie alla concentrazione sul respiro. Come avviene tutto questo? 

Semplicemente grazie al fatto che la tua attenzione, orientata su un oggetto specifico, come la concentrazione sul respiro, brucia la sostanza di cui si alimentano questi pensieri. Tutta l'energia della tua consapevolezza è orientata all'esecuzione dell'esercizio scelto da te. 


La quiete della Mente è simile ad un lago di montagna
Pertanto, non resta neanche un po' di energia per alimentare i tuoi pensieri disturbanti, e la tua Mente poco a poco si acquieta, e comincia a somigliare sempre più ad uno specchio d'acqua sul quale si riflette il cielo della tua consapevolezza. 

E in quell'osservazione c'è spazio per un'unica esperienza: l'ascolto del suono del tuo respiro. Che liberazione...



Lo Spazio Lasciato Libero dalla Concentrazione attiva la tua Capacità Di Discernimento E Comprensione


Ed è in questa semplice quiete, alla quale approdi esercitando la concentrazione sul respiro, che cominci a comprendere che cosa è la Meditazione. Occorre che tu tenga presente che 
lo sforzo richiesto dalla Attenzione e dalla Concentrazione è inizialmente molto impegnativo, perché ti scontrerai con la natura indisciplinata della mente. Te ne ho già parlato nell'articolo Meditare: Attenzione e Vigilanza Per Domare Il Caos Della Mente.


La tua mente farà il diavolo a quattro prima di accettare di ritornare tutte le volte ad osservare semplicemente il respiro, in questa battaglia contro la natura della mente, la capacità di concentrarsi unicamente sul tuo oggetto di percezione, sul tuo respiro, alla lunga sarà vincente.


Se inizialmente comincerai a cogliere nella pratica dei buchi, dei vuoti, degli spazi lasciati liberi dai tuoi pensieri, poco a poco questi spazi si faranno sempre più ampi e potresti trovarti a contemplare il vasto spazio tra i pensieri, la tua Mente pura, non contaminata da alcun pensiero o oggetto di percezione esterno, ma immersa esclusivamente nella contemplazione del Silenzio. 


Ed è proprio a quel punto che comincerai ad accorgerti della voce di Nâda:
la Voce del Silenzio.



La Voce del Silenzio
In queste condizioni, hai accesso ad una capacità di Discernimento e di Comprensione che normalmente ti è preclusa. 

Proprio così

La quiete è la predisposizione migliore per la tua Mente per trovare le migliori risposte ai tuoi dubbi e interrogativi personali o esistenziali.

Puoi essere il migliore amico e consigliere di te stesso se sviluppi il Discernimento e la Comprensione che si accompagnano agli stati di Concentrazione e Meditazione. 



Grazie per la tua Attenzione!

Se questo articolo ti è piaciuto, puoi condividerlo con chi ti sta più a cuore. 

Se ti va', mi piacerebbe che lasciassi un commento con una tua impressione o riflessione. 

Un saluto e alla prossima!


Davide
Credit Immagini Pixabay

sabato 15 dicembre 2018

Meditare: Attenzione e Vigilanza Per Domare Il Caos Della Mente

Gli ostacoli per iniziare a meditare sono sempre gli stessi: distrazione, avversione, fastidio, confusione mentale, pensieri fluttuanti... come affrontarli?

Domare La Mente è Come Domare un Elefante

Nello scorso articolo Il Sentiero del Respiro Consapevole: la Meditazione Inizia Da Qui ti ho lanciato una prima sfida: provare a soffermarti sul tuo respiro per qualche minuto prestando attenzione alla respirazione, e chiedendoti di contare la durata dell'inspirazione e dell'espirazione. 

Nel mettere in pratica queste istruzioni forse avrai già incontrato delle difficoltà. Eh sì, perché la nostra mente all'inizio non ne vuole proprio sapere di fermarsi dal suo continuo parlottio e caos interiore, e familiarizzare con una condizione di attenzione e di calma.

La mente si comporta come una scimmia selvaggia sempre pronta a saltare di palo in frasca, senza alcuna connessione logica. Questo è il primo ostacolo che incontra chi medita. In Oriente, dove sulla meditazione e sulla padronanza della Mente la sanno lunga, descrivono questo stadio della pratica con una situazione topica: 

Un pover'uomo che con l'aiuto di una corda e di un uncino deve cercare di domare un Elefante selvaggio che segue solo quello che gli dice la sua amica scimmia, altrettanto selvaggia e intrattabile.

Questa situazione è la metafora che ogni praticante incontra sul suo sentiero quando incomincia a meditare. Il senso nascosto è questo: l'uomo che cerca di domare l'Elefante è colui che pratica, la corda e l'uncino rappresentano, rispettivamente, l'Attenzione e la Vigilanza, gli unici strumenti utili di cui ognuno di noi dispone, all'inizio, per domare la Mente. L'Elefante selvaggio è la Mente, guidato dalla scimmietta irrequieta, i nostri pensieri caotici e fluttuanti.



L'Attenzione: lo Stratagemma Che Doma la Mente 



L'Attenzione è la Nostra Corda
Come si fa a domare il caos della Mente? Con uno stratagemma, chiamando in causa l'unica cosa che può avere presa su di lei, perché gerarchicamente la supera: la Volontà

L'Attenzione è una forma di Volontà, ed è la capacità innata che ogni essere senziente ha, di esercitare la propria consapevolezza su un oggetto della percezione. Ad esempio un suono, un'immagine, un profumo, un sapore, un'esperienza, qualsiasi cosa ricada sotto i suoi sensi.

L'Attenzione viene rappresentata con una corda perché in qualche modo grazie ad essa riusciamo a legare la nostra Mente all'Osservazione di qualcosa decisa da noi, per un certo periodo di tempo, anch'esso deciso da noi. Fare questo significa cominciare a prendere il controllo della nostra Mente, e legarla alla nostra Volontà.

Certo, inizialmente non riusciremo a legarla stretta, l'Elefante selvaggio è pur sempre un elefante! Ma, poco a poco, migliorerà la presa che riusciremo ad avere su di lei. Nel caso dell'esercizio che ti ho proposto nello scorso articolo, la corda dell'Attenzione si rivolge semplicemente al tuo stesso respiro, e si orienta in modo tale da seguirne l'evoluzione nel tempo, con le sue singole fasi: l'inspirazione, il momento in cui il flusso si inverte e incomincia l'espirazione, l'espirazione stessa, e il momento in cui il flusso si inverte e ricomincia l'inspirazione.

Se hai seguito con la giusta Attenzione questo semplice esercizio, ti sarai accorto di quel breve istante in cui l'inspirazione si volge in espirazione, e in cui l'espirazione si volge in inspirazione. Per quanto possa sembrare strano, di solito siamo completamente inconsapevoli di quel breve istante di vuoto che si crea tra le due fasi della respirazione. Accorgersene significa avere già cominciato a fare un uso corretto della nostra Attenzione.

L'Attenzione è sostanzialmente un Atto di Volontà. È attraverso la nostra Volontà che siamo in grado di esercitare l'Attenzione. All'inizio del sentiero della pratica la nostra Volontà è come un muscolo poco allenato. Con la pratica questo muscolo diventa sempre più potente e la sua sfera d'influenza diventa sempre più ampia. 

Addestrarci all'Attenzione con la Meditazione, è una strada per aumentare la nostra Volontà. 



La Vigilanza: la Capacità di Non Farsi Travolgere Dai Propri Pensieri

Vigilanza: la Capacità di Agganciare la Mente
Accade sempre quando si pratica. Prima o poi ci si distrae e ci si trova immersi in un flusso incontrollato di pensieri. Ma, Attenzione! Già il fatto di accorgersene è importantissimo, perché significa che ci siamo risvegliati da quel flusso e siamo ritornati a noi stessi.

Vigilanza significa rendersi conto di quanto siamo preda della meccanicità dei nostri pensieri, del loro avere "vita propria", e della nostra pressoché completa incapacità, almeno inizialmente, di padroneggiarli.

E allora l'uncino dell'uomo che vuole domare l'Elefante è simbolo del dolore che prova l'Elefante quando viene uncinato. Lo stesso lieve dolore, sottile frustrazione, che proviamo quando ci risvegliamo, e ci accorgiamo di non riuscire a sostenere nel tempo l'esercizio che ci siamo ripromessi di svolgere. 

Niente di male, ciò che conta, e questo sarà vero anche dopo anni di pratica, è ritornare tutte le volte al compito che ci siamo prefissi, continuando ad esercitare la giusta Attenzione. Questa Vigilanza ci aiuta a proseguire sul sentiero della Meditazione con maggiore Consapevolezza. 

Domare la Mente è un gioco di strategia, e ci vuole metodo e pazienza.

Incominciare con un esercizio semplice come quello dell'Osservazione del Respiro da seduti, è uno degli innumerevoli modi con cui iniziare la scalata. Cosa ci sta in cima? Lo sviluppo dei nostri poteri latenti. La nostra Mente ha in serbo innumerevoli possibilità una volta soggiogata alla nostra Volontà. Domare la Mente significa avere a disposizione una ricchezza ed una potenza da elefante, che ci può proiettare verso le realizzazioni più importanti, sia della vita spirituale che in quella di tutti i giorni.


Se sei arrivato fin qui grazie per la tua Attenzione! 
Buona pratica e alla prossima settimana!

Un saluto!


Davide 


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